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Sport@Scuola. Giovani e sport, un connubio (ancora) difficile

SPORT@SCUOLA. Sport@Scuola, il progetto di OPES (Organizzazione Per l’Educazione allo Sport) alla sua seconda edizione dopo il successo di 14-19 Sport@Scuola, quest’anno pensa più in grande e, oltre a coinvolgere 18 Province e 12 Regioni italiane, parla ai ragazzi dai 10 ai 19 anni, divisi in due fasce di età in ragione degli obiettivi che il progetto intende raggiungere. Ovvero: sviluppare tra i giovani la consapevolezza di quanto sia importante svolgere l’attività sportiva e beneficiare degli aspetti positivi conseguenti alla stessa, sia dal punto di vista salutistico, che da quello psico-fisico e sociale, nonché favorire l’avviamento alla pratica sportivo-motoria, disincentivandone e prevenendone l’abbandono precoce.

Foto di Terzo Chellini

Foto di Terzo Chellini

Dai 10 ai 13 anni, in particolare, Sport@Scuola si propone quindi di offrire la possibilità ai ragazzi di accedere ad attività di avviamento alla pratica motoria che partano dalle dinamiche non formali del gioco e della condivisione in gruppo. Dai 14 ai 19 anni, le attività invece sono di orientamento alla pratica sportiva, per prevenire l’abbandono precoce degli adolescenti, ampliando l’offerta sportiva a disposizione dei giovani coinvolti. In questa fase, vengono valorizzati tanto l’aspetto ludico-ricreativo dello sport quanto quello sociale e sanitario.

COINVOLGERE LE ISTITUZIONI. La sfida, però, non si gioca solo sul campo ma è anche istituzionale. Per questo, OPES ha inteso coinvolgere diverse tipologie di partner. Oltre alle 12 Federazioni nazionali coinvolte nel progetto (FIAL, FIDS, FIR, FICK, FIB, FITETREC-ANTE, FISO, FITRI, FIH, FIPT, FCI, FIG e ST), figurano anche le Istituzioni Pubbliche rappresentanti dei vari territori ove il progetto viene promosso e attuato, nonché quelle nazionali tra cui lo stesso MIUR, fino a coinvolgere le organizzazioni – associazioni, enti no profit, aziende, ecc – che operano nel sociale. Da non dimenticare, l’importanza della scuola che rappresenta l’ambiente ideale nel quale promuovere i valori di integrazione sociale, del benessere fisico e mentale.

Anche per questo, OPES ha ritenuto necessario e fondamentale svolgere delle indagini proprio tra i ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori ai quali Sport@Scuola si rivolge, per rilevare gli aspetti quantitativi e qualitativi che possano aiutare a promuovere lo Sport e con esso la pratica delle discipline mediaticamente meno conosciute, con l’obiettivo di delineare interventi mirati per consentire ai giovani di beneficiare degli aspetti positivi della pratica sportiva. L’indagine, quindi, ha coinvolto proprio i ragazzi in età compresa tra i 10 e i 19 anni, in diverse scuole di Italia: le tipologie di questionari, quindi, sono differenziate a seconda che i destinatari fossero i ragazzi compresi tra i 10 e i 13 anni o tra i 14 e i 19, con modalità di autocompilazione e a risposta multipla. Alla redazione dei questionari ha contribuito la professoressa Albrizi dell’Università di Napoli.

Foto di Terzo Chellini

Foto di Terzo Chellini

I DATI DEI QUESTIONARI. Dai circa 1000 questionari al momento in possesso di OPES, si evince che il 60% dei ragazzi intervistati pratica abitualmente attività sportiva; gli sport maggiormente praticati sono il calcio, la pallavolo, la pallacanestro e il nuoto. All’interno di questo 60%, si continua a riscontrare una percentuale molto bassa, intorno all’1%, di ragazzi che frequentano corsi all’interno degli istituti scolastici; questa percentuale subisce un incremento, anche se poco significativo, tra i ragazzi che frequentano le scuole medie inferiori. La maggior parte dei ragazzi intervistati, inoltre, dichiara che vorrebbe praticare anche altri sport durante le ore di educazione fisica a scuola, quali rugby, danza sportiva o atletica leggera al posto, o in modo complementare, al calcio, alla pallavolo e alla pallacanestro.

Per quanto riguarda la percentuale di ragazzi che non praticano sport (il restante 40%), si riscontrano, tra le motivazioni che li spingono a non svolgere le attività, la mancanza di voglia, preferendo rimanere a casa ma anche la mancanza di alternative rispetto agli sport maggiormente praticati.

Foto di Terzo Chellini

Foto di Terzo Chellini

CONCLUSIONI. Tenendo presente i dati finora analizzati, e confrontandoli con quelli dello scorso anno, si rileva come sia ancora più importante monitorare e andare incontro alla domanda dei giovani, affinché si possano attuare strategie atte ad aumentare il numero dei partecipanti allo Sport e al fine di promuovere la pratica di nuove discipline.

Foto di Terzo Chellini

Foto di Terzo Chellini

Questi dati sono stati snocciolati ieri da Alessandro Battisti, responsabile Indagini Statistiche OPES, nel corso del Convegno Sport@Scuola che si è tenuto presso il Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” Acqua Acetosa di Roma, al quale hanno preso parte anche il presidente nazionale di OPES Marco Perissa, l’assessore alla Scuola e allo Sport di Roma Capitale Paolo Masini, il presidente del CONI Lazio Riccardo Viola, il coordinatore dei professori di Educazione Fisica dell’Ufficio Regionale Scolastico del Lazio Antonino Mancuso, il presidente della FITETREC-ANTE Alessandro Silvestri e il fondatore dello Star Judo Club di Napoli e Maestro di Judo di fama internazionale Gianni Maddaloni.

 

Foto di Terzo Chellini

Il presidente Perissa (Foto di Terzo Chellini)

Proprio Perissa parla di “dati allarmanti”, che configurano un “problema sociale, molto importante, da affrontare con le istituzioni”. Per le istituzioni ha quindi preso la parola l’assessore Masini. “Il fatto che i ragazzi non pratichino sport è preoccupante, è un problema che si riflette sui problemi fisici non solo in età adulta, ma anche in età infantile con malattie quali l’obesità infantile”, dichiara Masini a seguito dell’esposizione dei dati. “Bisogna lavorare in modo serio anche sugli impianti, leggeri e di facile realizzazione non solo in termini economici, soprattutto in questo momento di crisi, ma anche dal punto di vista della fruibilità quotidiana da parte di tutti i cittadini. Io dico sempre che sogno una città in cui i bambini abbiano le ginocchia sbucciate. Ma oggi i bambini non le hanno, perché sono incollati alla Playstation o ai cellulari”.

Foto di Terzo Chellini

L’assessore Masini (Foto di Terzo Chellini)

“Noi stiamo cercando di investire su questo tema, abbiamo anche realizzato con delle scarpe da ginnastica usate alcune piste di atletica, una delle quali intitolata a Pietro Mennea dato che il primo paio di scarpe ce lo ha regalato Manuela, la moglie della Freccia del Sud”, continua Masini, che spiega anche come questo sia importante perché dà un doppio segnale ai ragazzi, “quello del riuso e quello della presenza di strumenti per praticare lo sport. Le istituzioni devono dare le opportunità, noi lo stiamo facendo”.

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